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WWF: Sono in aumento i Gorilla di montagna in Uganda razza tutelata e patrimonio mondiale dell’Unesco

Gorilla WWF

Gorilla WWFChi ha detto che le razze a rischio si avviano verso l’estinzione certa? I miracoli non sono impossibili se uomo e natura collaborano. La dimostrazione ci viene dal gorilla di montagna, specie nativa dell’Africa nera tutelata da anni dal WWF e considerata anche patrimonio mondiale dell’Unesco insieme a tutto il Parco Nazionale di Virunga, territorio dove risiede che si trova a cavallo tra Uganda, Congo e Ruanda.
Il numero di esemplari di questa razza risulta essere aumentato notevolmente dopo l’ultimo sondaggio effettuato da un’associazione animalistica ugandese: i gorilla di montagna sono passati da 400 a 480 per quello che riguarda la popolazione della foresta di Bwindi, facendo arrivare il numero totale di esemplari viventi a 880. Si tratta di ben 94 esemplari in più rispetto all’ultimo censimento avvenuto due anni fa. Questa è una delle più grandi vittorie mai ottenute dal World Wildlife Fund, dal momento che rimpolpare il numero di esemplari di una razza a rischio estinzione di oltre un decimo nell’arco di un biennio è un risultato da guinness dei primati.
Il risultato è ancora più eclatante se si calcola che dagli anni ottanta fino al 2007 i gorilla di montagna viventi erano calcolati sotto le 300 unità e che questa specie si riproduce mediamente una volta ogni quattro anni.
Nonostante gli sforzi delle associazioni animaliste, il gorilla di montagna rischia però di vedere la propria sopravvivenza messa in pericolo dalle minaccie a cui è sottoposto il suo habitat naturale.
Nel corso degli anni, il primo fattore di rischio è arrivato dal turismo, ma, grazie all’interessamento degli ambientalisti, la situazione è stata girata a favore del gorilla di montagna, dal momento che tutti i visitatori vengono sottoposti a una tassazione da destinarsi a costituire un fondo speciale a favore della specie.
I problemi seri sono altri. Quelli presenti sono rappresentati dalla spietata attività di caccia dei bracconieri messa in piedi per fini commerciali e dalla situazione di instabilità del territorio a cavallo tra Uganda e Repubblica del Congo e Ruanda, regione dove vive il gorilla di montagna, dove è in atto una cruenta guerra civile.
Come minaccia futura, invece, si parla da parecchio tempo di una società di trivellazioni britannica che avrebbe intenzione di iniziare degli scavi proprio nel Parco Nazionale di Virunga, casa del gorilla di montagna, nonostante tale attività non sia consentita nei territori protetti dall’Unesco. Inoltre, gli scavi andrebbero a danneggiare anche l’attività di pesca sul Lago Edward, importante fonte di sostentamento delle popolazioni locali, capace di generare un giro d’affari di oltre venti milioni di dollari l’anno.
Purtroppo è risaputo che, quando entrano in gioco i soldi e il petrolio, la tutela dell’ambiente passa in secondo piano ed il rischio è che tutti gli sforzi per salvare il gorilla di montagna ed il suo territorio potrebbero risultare vani. Le associazioni animaliste e il World Wildlife Fund non molleranno di certo e nel frattempo continuano a rinnovare il loro impegno.
L’ultima iniziativa del WWF, presentata alla stampa pochi giorni fa, dà la possibilità a chi vuole di adottare un gorilla di montagna, oppure una qualsiasi altra specie a rischio estinzione.

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