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Spazio: Realizzata mappa ultra dettagliata del campo gravitazionale lunare.

Nuova immagine Luna gravità

Nuova immagine Luna gravitàSpazio: La Luna è stata di sicuro il primo pianeta ad essere stato protagonista indiscusso di una camminata umana, ma da oggi è anche il primo satellite ad essere stato protagonista di un servizio fotografico davvero senza precedenti. Da qualche ora infatti, sono visibili le immagini esclusive, che le sonde gemelle Gravity Recovery ed Interior Laboratory, soprannominate GRAIL, hanno generato durante la loro orbita attorno al satellite terrestre. Queste sonde, lanciate nel settembre 2011, sono riuscite nell’impresa di realizzare una mappa ultra dettagliata del campo gravitazionale lunare. Finora gli scienziati conoscevano per sommi capi o addirittura ipotizzavano, come fosse distribuito il campo gravitazionale del nostro satellite, ma da oggi potranno studiarlo in maniera assolutamente più precisa. La creazione di questa mappa gravitazionale, è stata possibile grazie all’invio continuo di segnali radio, da parte delle sonde in orbita in formazione intorno alla Luna. I primi dati forniti dalle sonde GRAIL essendo capaci di riportare variazioni anche minime del campo gravitazionale, portano gli effetti di una mini rivoluzione sulla conoscenza del nostro satellite. Grazie alle informazioni raccolte, si è potuto stabilire infatti, che la crosta lunare ha uno spessore che oscilla tra i 35 ed i 45 km, mentre in precedenza la comunità scientifica aveva stabilito una stima dello strato di crosta tra i 45 ed i 60 km. Questo fenomeno per gli scienziati è dovuto soprattutto al “bombardamento” a cui è stato sottoposto il suolo lunare nel corsi dei millenni. Pare infatti, che una moltitudine di asteroidi, di piccola e media grandezza, abbiano impattato la superficie lunare, assottigliandone la crosta e rendendola alquanto porosa. La scoperta più esaltane però è quella, che ha portato alla rilevazione di “dighe” di magma solidificato presenti all’interno della crosta lunare. Questa scoperta è destinata a confermare l’attuale ipotesi sulla formazione della Luna, che vuole la “nascita” del satellite terrestre, avvenuta grazie alla fusione di numerosi detriti, generati dall’impatto di una massa simile a quella di Marte con il nostro pianeta. Gli scontri tra i detriti avrebbero generato una tale quantità di calore, che avrebbe portato alla formazione delle dighe durante il raffreddamento del magma generato. Le importantissime rivelazioni basate sulle informazioni inviate dalle sonde GRAIL, portano così ad una più ampia conoscenza sia del nostro satellite, sia degli altri pianeti del sistema solare.

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