Scienza News

Rover Curiosity: Passo indietro della Nasa su possibile vita su Marte

Vita Marte

Vita MarteC’è vita su Marte, o forse no. Dopo i primi entusiasmi incontenibili, scatenati dalla notizia che il rover Curiosity avrebbe trovato segni di molecole organiche nel suolo marziano, rapida e drastica è stata la smentita del team della missione.
Com’è possibile dunque che una simile notizia sia stata prima diffusa e poi altrettanto rapidamente ritirata? Pare che tutto sia da attribuire ad un semplice fraintendimento riguardo alcune dichiarazioni del ricercatore John Grotzinger, geologo, uno dei principal ricercatori coinvolti nella missione.
La storia è questa: Npr.com, il sito di National Public Radio, ha pubblicato un’intervista sul tema “Curiosity” allo scienziato; quest’ultimo nella sua risposta afferma che la Nasa aveva appena ricevuto i primi campioni dal Sam (Sample Analysis at Mars), ossia dal laboratorio in miniatura contenuto in Curiosity, il quale sarebbe in grado di individuare anche la presenza minima di molecole organiche, quelle che in base alle nostre attuali conoscenze sono i mattoncini primari della vita stessa.
Con tutta probabilità i lettori si sono fatti un po’ trasportare da questa affermazione, interpretandola come se i dati giunti dallo spazio fossero effettivamente latori di notizie in grado di riscrivere la storia; così, tuttavia, non è, almeno alla data odierna.
Ciò che probabilmente Grotzinger intendeva dire è che la missione è storica di per sè in quanto permetterà di ottenere dei dati innovativi e di grande utilità sul Pianeta Rosso, come mai altre missioni o indagini hanno permesso di fare. In effetti, Curiosity ha già scoperto le tracce della passata esistenza di un fiume superficiale simile a quelli presenti sul pianeta Terra, e ha inoltre analizzato la radioattività marziana giudicandola tollerabile per eventuali missioni umane.
L’equivoco è stato poi chiarito grazie all’intervento di Mashable, sito web d’attualità statunitense che viene pubblicato come blog, i cui redattori, passata la prima ondata di entusiasmo, hanno voluto approfondire la notizia: il team della missione ha gentilmente risposto loro che i campioni analizzati da Sam non recavano alcuna traccia che potesse far pensare a presenti o passate forme di vita più o meno conosciute. Talmente poco entusiasmanti i recenti ritrovamenti, aggiungevano, che Curiosity si era anche già spostato in altro luogo per proseguire con il campionamento.
Veronica McGregor, responsabile della presenza di Curiosity sui social media e social network, ha spiegato: “Quando voci come questa iniziano a diffondersi è difficile arginarle; tuttavia è entusiasmante vedere quante persone si interessano alle potenziali scoperte del rover.”. Laddove questo dovesse mai accadere, puntualizza, verrebbe indetta un’apposita conferenza stampa dalla Nasa, così come è sempre stato.
A confondere ulteriormente le acque tuttavia ci si mette Charles Elachi, direttore del JPL (Jet Propulsion Laboratory) della Nasa, il quale durante un convegno a La Sapienza di Roma ha affermato che “forse Curiosity potrebbe aver trovato tracce di molecole organiche semplici”, non disponendo tuttavia della strumentazione adatta per riconoscere tracce di vite passate, ma solo i mattoncini della vita così come la conosciamo.
Cos’avrà voluto dire Elachi? Non è chiaro, ma a quanto pare, il viaggio nel passato per disegnare il futuro è appena cominciato.

ADV

ADV