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Progetto futuristico: Estrarre risorse naturali dagli asteroidi vicino all’orbita terrestre.

estrazione minerali asteroide

Minerali estrazione asteroideNei pressi della piccola Santa Monica (California), precisamente al Municipal Airport, nella sala principale del Museo del Volo c’era un fermento particolare, qualcosa di insolito deve essere successo; Geoffrey Notkin, il co-conduttore del programma Science Channel “Meteorite Men” ha aperto una conferenza per introdurre i principi cardini del cosi detto “asteroide aziendale”: la società Deep Space Industries. La società nasce da un idea di “spazio privato”, fondata da due importanti veterani come David Gump e Rick Tumlinson, DSI ha come scopo la corsa all’oro celeste; la società si sta muovendo seguendo un percorso molto simile ma non identico a quello tracciato a già da Palnetary Resources (risorse planetarie). Quest’ultima è stata fondata da Peter Diamandis e Eric Andersen esperti nelle avventure spaziali di questo tipo; riuscire ad estrarre risorse naturali dagli asteroidi vicino all’orbita terrestre appare comunque molto complicato: un progetto futuristico sul quale DSI e PR stanno lavorando da molto tempo.

La strategia seguita è però sensibilmente diversa, Deep Space Industries focalizza la sua attenzione su quelle risorse inutilizzate nello “spazio privato” e lo stesso Chairman Tumlinson ha presentato il piano dell’azienda proprio il 22 gennaio scorso.
Il piano si basa su due fasi che si riguardano innanzitutto una ricognizione spaziale per capire in che modo analizzare l’asteroide, solo successivamente si discuterà in che modo utilizzare tale “fonte celeste”; le tecnologie che saranno usate dovranno essere le più sofistiche esistenti, sarà necessario sfruttare tutte conoscenze del settore: questo è quanto Tumlinson ha esposto.

Verranno inviate prima piccole sonde equipaggiate , denominate Fireflies, il loro scopo è quello di valutare la presenza di componenti inorganiche come l’acqua (soprattutto la quantità estrazione minerali asteroidedisponibile, oltre che estraibile), metalli come nichel (da poter usare per la fabbricazione di parti metalliche nell’industria del settore) ma anche idrogeno ed altri elementi (valutando la loro volatilità e concentrazione specifica).

Il problema di non facile soluzione riguarda i costi per tale progetto, l’obbiettivo è quello di mettere a punto apparecchiature in grado di muoversi sfruttando acqua e idrogeno; nel caso in cui, sugli asteroidi vicini all’orbita terrestre, tali sostanze/elementi siano presenti, le sonde potrebbero “fare rifornimento” direttamente sulla loro superficie. In questo modo, raggiungere destinazioni come Marte o altri pianeti molto distanti dalla Terra potrebbe non essere più Utopia.

Se tutte le ipotesi, o la maggior parte di esse, fossero confermato, gli scienziati potrebbero mettere a punto condizioni tali da permettere la formazioni di “habitat extra-terresti” per la specie umana, posizionando satelliti e spostandosi con le “navicelle” spaziali di ultima generazione.

L’idea, come già detto è stata di DSI e per ricavare i guadagnare i moltissimi fondi necessari all’attuazione di questo progetto, l’azienda avrebbe venduto carburante alle altre società che attualmente presentano satelliti in orbita intorno alla Terra.

Il problema, se tale idea non potesse trovare attuazione, riguarda il rifornimento: quando infatti un satellite è a “secco di carburante” esso deve essere abbandonato e ogni studio termina, DSI vuole invece trovare una soluzione, per questo la sala principale del Municipal Airport di Santa Monica è rimasta a dir poco “stupefatta”.

Nei prossimi mesi sarà possibile avere maggiori informazioni in merito; tutta la conferenza può essere visionata in lingua originale visitando il sito www.space.com in particolare.

 

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