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Nasa: La straordinaria scoperta di Curiosity resterà segreta ancora per alcuni giorni.

Curiosity in cerca di vita su Marte

Il robot Curiosity inviato su Marte avrebbe raccolto dei dati sconvolgenti in grado di cambiare la percezione che l’uomo ha sul pianeta rosso Marte: potrebbe esserci vita; stando a uno degli ultimi rapporti di CNET gli esperti NASA cercano di mantenere nascosta la notizia, pochissime informazioni sono trapelate e la sensazione è che questo riserbo continuerà ancora per qualche settimana.

Curiosity in cerca di vita su Marte

Il Robot era atterrato lo scorso 5 agosto nel cratere di Gale su Marte, da allora ha iniziato una missione destinata a durare due anni; la particolarità di Curiosity è Sam: un minuscolo laboratorio interno grazie al quale analizzare i campioni prelevati, riscaldandoli e verificando la concentrazione di elementi come Carbonio, Ossigeno e Azoto (fondamentali per la vita).
John Grotzinger, uno dei più autorevoli e importanti scienziati della missione, ha rilasciato un intervista nella quale dichiara di non voler parlare di questa possibile scoperta; sottolinea come, qual’ora i risultati fossero positivi, tale scoperta potrebbe cambiare i libri di storia ma è meglio aspettare.
La cautela è d’obbligo, basti infatti pensare a quanto clamore fecero le possibili tracce di metano “annusate” dal robot appena giusto sul pianeta rosso; anche in quel caso si cercò di non far

trapelare la notizia ma fu tutto vano. Gli scienziati ipotizzavano un errore in tale analisi in quanto era possibile che Curiosity potesse aver trasportato con se l’aria della Florida. All’inizio l’entusiasmo dei media e degli altri esperti del settore fu massimo poiché, almeno sulla terra, il metano è prodotto dagli organismi viventi; lo scetticismo della NASA fu ripagato, si scopri, con successive indagini, che non c’è assolutamente traccia di tale idrocarburo su Marte.
Peter Smith, scienziato del Laboratorio dell’Università di Arizona, si lascia andare a qualche considerazione; è lo stesso esperto che nel 2008 era a capo di un’altra spedizione terminata in modo poco felice. Il suo team era riuscito a prelevare un campione e rintracciare elementi organici semplici contenenti carbonio. Un errore nella progettazione del sistema di riscaldamento, all’interno del mini laboratorio di Phoenix, innesco una reazione autodistruttiva a causa di perclorati.
Sulla base di tale increscioso evento, Curiosity è stato dotato di un laser che riscalda lentamente il campione evitando quindi di innescare la reazione perclorato dipendente.
Smith si augura che tanto clamore sia dovuto alla scoperta di un complesso residuo organico da scrivere sul serio sui libri di scuola, qual’ora fosse una semplice molecola organica non si tratterebbe di certo di una scoperta cosi rilevante in quanto potrebbe essere riconducibile a frammenti di meteoriti caduti sul piante Rosso,
Insomma, un cocktail di scetticismo e mistero, corredato da una buona dose di adrenalina: le prossime settimane scioglieranno ogni dubbio e chiariranno se c’è stata vita (o potrebbe esserci) su Marte.

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