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La copertura nevosa nelle regioni artiche è in continuo declino. Effetto albedo in drastico calo.

copertura nevosa
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Anomalia copertura nevosa andamento triennale. Clicca sopra per ingrandire.

I ricercatori affermano: la copertura nevosa che ricopre le regioni Artiche per la maggior parte dell’anno si sta restringendo a passo crescente di anno in anno nelle ultime decadi.

Uno studio recente ha dimostrato un generale calo nella calotta nevosa artica dal 1967 fino al 2012, ma soprattutto un’accelerazione della perdita di spessore della copertura di neve negli ultimi dieci anni circa, precisamente a partire dall’anno 2003. Infatti, il tasso di decrescita nel mese di giugno, facendo una media tra il 1979 e il 2000, è stato del 17.6% ogni decennio, rivelandosi più consistente del tasso del calo del ghiaccio marittimo nel mese di settembre.

Nel Nord-America si sono verificati ben tre picchi in senso negativo dello spessore della neve artica tra giugno 2008 e giugno 2012, laddove in Eurasia ce ne sono stati ben cinque consecutivi, uno ogni giugno negli ultimi cinque anni, fissando anche il nuovo record per quel mese, come si legge nello studio dettagliato pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters”.

Ross Brown, ricercatore della Environment Canada presso la Ouranos Inc., afferma: “Siamo rimasti davvero stupiti per il continuo superamento dei record che si è verificato in giugno negli ultimi anni, nei quali le nevi che coprono le superfici artiche hanno raggiunto livelli sempre più esigui. Normalmente, il mantello nevoso che si misura durante le primavere artiche fluttua seguendo dei cicli di circa tre-quattro anni, di conseguenza è raro vedere un calo continuo nel corso di cinque anni consecutivi.”

L’osservatorio terrestre della NASA ha illustrato questo sorprendente andamento con una mappa basata sui dati del Laboratorio Globale Neve della Rutgers University: il grafico mostra che la copertura nevosa ha mostrato anomalie di comportamento ogni terzo anno nel periodo 1967-2012, esprimendo visivamente i picchi sopra la media in sfumature di blu, e i picchi al di sotto nei toni dell’arancio (il grafico è stato realizzato da Robert Simmon).

Così come lo scioglimento dei ghiacci, il calo della copertura nevosa artica può portare a un aggravamento del surriscaldamento globale, tramite quello che viene definito “effetto albedo“: il ghiaccio bianco e la neve riflettono infatti gran parte dell’energia solare indietro verso lo spazio, laddove invece l’acqua, che nella sua trasparenza è relativamente scusa, e il nudo suolo assorbono la temperatura, causando di fatto un innalzamento di temperatura della Terra.

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