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In 10 anni perso il 36% dei ghiacciai artici.

ghiacciai artici diminuzione ultimi 10 anni

ghiacciai artici diminuzione ultimi 10 anniL’ESA, ovvero l’European Space Agency, che coordina simultaneamente da oltre trent’anni vari progetti spaziali di molti stati europei, ha rivelato che c’è il serio rischio che tra qualche anno il ghiaccio che ricopre il Circolo Polare Artico possa definitivamente estinguersi.

Niente più ghiaccio quindi nel Mar Artico, probabilmente già dal 2020. Secondo i dati pubblicati dall’agenzia scientifica internazionale, infatti, negli ultimi dieci anni il volume della massa solida ghiacciata sarebbe diminuita del trentasei per cento nella stagione autunnale e quasi del dieci per cento nella fase invernale. Lo scorso settembre si è registrato inoltre un nuovo record negativo, dato che i ghiacci si caratterizzavano per la prima volta per un’estensione inferiore ai 370 ettari.

E’ stato Cryosat 2, il satellite che orbita attorno al nostro pianeta a circa settecento chilometri di altezza, a rivelare questi dati. Il satellite artificiale, che compie il giro attorno al nostro pianeta in meno in due ore, è il fulcro dell’operazione spaziale Living Planet.

Il potente strumento tecnologico, attraverso una nuovissima tecnologia, ha la possibilità di studiare e verificare non solo l’estensione ma anche il volume della massa ghiacciata. Questo grazie ad un complesso sistema di impulsi che vengono lanciati da Cryosat 2 e che colpiscono il ghiaccio, che rimanda parzialmente le onde al satellite. In base alla frequenza e all’intensità dell’onda ricevuta si riesce così a capire dove e quanto ghiaccio c’è sulla superficie oggetto di studio.

A coordinare gli studi Seimour Laxon, responsabile della Ulc, ovvero la Università College of London che attraverso le recenti pubblicazioni ha dichiarato che ci sono alcune zone in cui lo spessore della lastra di ghiaccio è praticamente trascurabile, soprattutto nell’area settentrionale della Groenlandia e nell’area canadese. Katherine Giles, studiosa e co-autrice degli studi, ha mostrato evidenti segnali di preoccupazione per i dati ottenuti. Verranno effettuati nuove analisi per rendere i dati più precisi, così da sapere con maggiore accuratezza quando i ghiacci del Circolo Polare diventeranno soltanto un ricordo.

Attraverso una stima piuttosto approssimativa è stato infatti previsto, in linea di massima, che entro il 2020 le variazioni climatiche, naturali ed artificiali, porteranno alle prime gravi conseguenze. I risultati degli studi sono la prova dell’allarme, lanciato nei mesi scorsi dall’Nsidc, ovvero dal centro internazionale che monitorizza i dati sui ghiacci e sulle nevi. Walt Meier, responsabile dell’Nsidc, aveva infatti sottolineato come i ghiacci polari, una volta pluriennali, ora sono diventati una copertura, di aree più o meno vaste, soltanto stagionale con ampie porzioni di superfici che sono completamente sciolte durante il periodo estivo.
La speranza è che questi insiemi di dati possano influenzare e sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale affinché vengano messe in atto nuove politiche e nuove leggi, così da contrastare il pericoloso fenomeno dell’aumento eccessivamente rapido delle temperature globali.

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