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I primi risultati della sonda Messenger: ghiaccio e materia organica su Mercurio

Mercurio Pianeta ghiaccio

Attraverso nuove analisi ed osservazioni della sonda Messenger, sono state confermate le ipotesi della presenza di ghiaccio e materia organica sulla superficie del pianeta.

Mercurio Pianeta ghiaccioMercurio, il pianeta più vicino al Sole, ha una condizione climatica estremamente sfavorevole, con sbalzi termici che possono superare anche i cinquecento gradi centigradi. Nonostante le altissime temperature, a volte si raggiungono anche i quattrocento gradi, la sonda Messenger è riuscita, attraverso i suoi strumenti, a rilevare la presenza di ghiaccio. Ci sono delle zone del pianeta, nei poli, perennemente in ombra e quindi con temperature che consentirebbero all’acqua di restare nella sua forma solida. Già all’inizio degli anni ’90, attraverso il radiotelescopio di Arecibo, in Porto Rico, erano state individuate sulla superficie del pianeta delle zone che riflettevano le onde radio allo stesso modo del ghiaccio. Molte di queste aree sono state individuate in prossimità di enormi crateri. La sonda Messenger, che orbita attorno a Mercurio da circa un anno, ha confermato le ipotesi per cui, nelle zone perennemente in ombra, ci sono enormi quantitativi di acqua ghiacciata. Addirittura le nuove informazioni che provengono dalla sonda indicano che l’acqua è l’elemento principale che costituisce i depositi del Polo Nord di Mercurio, favoriti da temperature che non ne permettono lo scioglimento. Messenger si è servita di particolari strumenti di bordo che permettono di misurare le concentrazioni di idrogeno. David Lawrence, scienziato che partecipa direttamente al progetto della Nasa, scrive che è presente uno strato alto più di dieci centimetri sulla superficie polare del pianeta. Inoltre, sotto la superficie, è stato individuato un altro strato contenente acqua ghiacciata allo stato puro, spesso anche fino a venti centimetri. L’MLA, un laser altimetrico presente a bordo di Messenger, ha investito la superficie del Mercurio con oltre dieci milioni di impulsi laser, così da riuscire ad ottenere una nuova e più dettagliata mappa topografica del pianeta. I dati dell’MLA hanno confermato i vecchi studi effettuati attraverso i radiotelescopi. Vicino i poli ci sono vaste aree superficiali caratterizzate da evidenti anomalie nella riflettenza delle onde luminose. David Paige, University of California di Los Angeles, sostiene che sarebbero presenti delle zone ed incrostazioni più scure, probabilmente composte da materia organica complessa. Sia l’acqua che ne caratterizza i ghiacciai che i composti complessi a base di carbonio sarebbero una diretta conseguenza del bombardamento che Mercurio ha subito nel corso della sua storia da comete ed asteroidi. Il materiale, che appare scuro, può aver assunto l’attuale forma e colore in seguito alle intense radiazioni solari a cui costantemente è esposto il pianeta. La sonda Messenger è riuscita, dopo circa venti anni, a dare una risposta definitiva alla domanda: c’è acqua su Mercurio? Nuovi studi riguarderanno ora le particelle organiche scure, le reazioni chimiche che le hanno generate e soprattutto se il potere di isolamento termico, di queste masse organiche, non abbia consentito, all’interno del pianeta, di conservare delle vere e proprie riserve di acqua allo stato liquido. Solo continuando con gli studi e le esplorazioni si potranno registrare ulteriori progressi per capire non solo come è fatto Mercurio, ma anche per indagare sull’origine del nostro pianeta.

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