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Delfini cercano di salvare un loro compagno, muore e creano un corteo funebre.

Delfino

Questa è una storia senza un lieto fine, ma che merita comunque di essere raccontata. Protagonista un branco di delfini. E un corteo funebre. Ancora una volta un esempio di quanto questi mammiferi marini siano “umani”.

DelfinoIl delfino è un animale che da sempre ha affascinato e incuriosito tanto lo scienziato, quanto l’uomo comune, soprattutto in virtù della sua speciale intelligenza, e dei modi incredibili con cui la manifesta.
Mammifero marino dell’ordine dei cetacei, ha un sistema di comunicazione complesso, che si esprime attraverso suoni e ultrasuoni, ma anche con schemi di movimento. Ovvero, quelle bellissime coreografie che accompagnano fin dai tempi antichi l’iconografia di una delle più interessanti specie animale presente nei nostri mari.

Si tratta di un mammifero sociale, e per questo, le sue modalità di comunicazione sono molto evolute, tanto da risultare impressionanti.
E’ una regola generale che gli animali che vivono in branco, abbiano un codice estremamente chiaro e manifesto per comunicare con i compagni, che spesso si esplica attraverso rituali collettivi.
Inoltre, i delfini nello specifico, sono più volte stati protagonisti di storie commoventi che hanno evidenziato la loro capacità di cura reciproca e anche una sorta di senso del lutto. Infatti si è notato come le mamme delfino accudissero i loro piccoli, “rispettandone” addirittura la carcasse se malauguratamente si trovavano a perderli.
In genere, i delfini non abbandonano subito un amico morto, ma ad essere coinvolti sono pochi individui per volta.

In questo caso, quello che si è parato davanti agli occhi degli scienziati del Cetacean Research Institute di Ulsan, è stato qualcosa di veramente particolare. Stavolta, quello che si celebrava era un evento collettivo, che coinvolgeva un vasto numero di esemplari, addirittura un intero branco. Un vero e proprio rituale complesso.

Gli studiosi, avvicinatisi ad osservare un gruppo di circa dodici delfini che si era distaccato dal branco intento a cacciare, si sono accorti che si erano schierati in una strana formazione.

Uno di loro, al centro, stava evidentemente male, a pancia in su, colpito da frequenti spasmi. Probabilmente sul punto di morire. Il gruppo dei compagni, tutto intorno, era intento a sostenerlo. Sono stati intorno a lui, guidandolo con piccoli colpetti per mantenerlo a galla, fino alla fine. Quando il compagno è spirato, non l’hanno abbandonato, come succede solitamente in natura.
Con il muso e le pinne, hanno formato una sorta di zattera con cui hanno portato “l’amico” ormai morto per lungo tempo, fino al rigor mortis, formando quello che è stato un vero e proprio corteo funebre.
Tutto parlava di senso della perdita e rispetto per l’amico.

Purtroppo, anche loro subiscono l’aggressività dell’uomo. La distruzione sistematica dei fondali, la pesca indiscriminata, gli incidenti con reti e imbarcazioni, hanno fortemente ridotto la popolazione. Nei mari italiani, il delfino comune era una volta molto diffuso. Oggi è tanto raro da essere considerato specie a rischio.

Questo episodio ci mostra quanto ancora non sappiamo. Quanto abbiamo ancora da scoprire su questi sorprendenti cetacei, e forse, anche qualcosa da imparare.

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