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Cellule staminali: la ricerca c’è, ma è all’inizio.

cellule staminaliCellule staminali: se ne parla da anni, sono innumerevoli gli articoli scientifici e non sull’argomento, ma la vera ricerca sulle cellule staminali è solo all’inizio.

Questo è quanto emerge dal convegno dei ricercatori Thelethon, che si è svolto da poco a Riva del Garda. La strada è lunga, c’è ancora molto da studiare e da capire, prima di arrivare a delle terapie, ad eccezione di quelle per ustioni della pelle e della cornea.

Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’università di Milano, ci tiene a precisare che le cellule staminali sono un universo ancora quasi del tutto da esplorare, è una materia molto più complessa di quanto si possa immaginare, anche se è un grande campo di ricerca.

La strada è lunga, c’è ancora molto da studiare e da capire, prima di arrivare a delle terapie, ad eccezione di quelle per ustioni della pelle e della cornea. In questi due soli casi si sono già scoperte applicazioni possibili: i ricercatori hanno studiato le cellule staminali epiteliali per 10-15 anni, poi hanno cominciato le sperimentazioni sui pazienti. Oggi le ustioni della pelle possono essere curate fino a un certo grado, e si può intervenire anche su quelle della cornea.
Si tratta di due risultati molto importanti, che sono considerati “un faro mondiale”, come osserva il massimo esperto internazionale di cellule mesenchimali, Paolo Bianco.

Ma sono risultati ottenuti dopo più di 10 anni di ricerca attiva, che per quanto riguarda gli altri possibili ambiti di utilizzo, è ancora agli inizi.

Secondo Cattaneo uno degli ostacoli più grandi alla ricerca è capire come controllare la cellula staminale una volta trapiantata: più il tessuto è complesso più è difficile, e su questo c’è ancora molto da lavorare, prima di avere dati più precisi che consentano di parlare di trapianti con cognizione di causa.

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