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Cellule staminali del midollo osseo: “Fabbrica di nuovi tessuti”.

Cellule StaminaliIl nuovo esperimento compiuto con l’ausilio delle cellule staminali è stato effettuato nel tentativo di risolvere una delle conseguenze della malattia legata alla Spina Bifida.
Chi è affetto da questa patologia presenta una malformazione della spina dorsale con relative conseguenze a livello del Sistema Nervoso Periferico.
Una di queste è quella legata al malfunzionamento della vescica, o meglio, alla mancata comunicazione tra i tessuti della vescica e il cervello. Questo tipo di problematica prende il nome di vescica neurogena.
La vescica neurogena ha come sintomatologia l’incontinenza data dalla perdita di sensibilità allo stimolo per la minzione.
L’unica soluzione è l’intervento chirurgico che, non solo risulta particolarmente invasivo, ma può causare spiacevoli conseguenze a lungo termine.
Non bisogna dimenticare che, fino a pochi anni fa, la spina bifida era un motivo di mortalità tra i neonati, ora, invece, grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi metodi d’indagine, gli individui affetti da questa problematica hanno aspettative di vita molto più lunghe. Ricordiamo però che le problematiche secondarie, relative ad esempio alla vescica, si presentano comunque in individui di giovane età, il cui trattamento deve prevedere una delicatezza maggiore nei confronti del paziente.
L’intervento utilizza come strategia quella di apporre una benda nella vescica per ampliarne le dimensioni, ma lo si può fare solo utilizzando dei tessuti intestinali che vengono prelevati dall’individuo stesso e reimpiantati nella zona interessata dal problema.
Sta proprio qui la pericolosità dell’impresa, infatti, in numerosi casi, è stato riscontrato a distanza di parecchi anni dall’intervento, addirittura la presenza di un tumore nella vescica, legato proprio all’uso di tessuti intestinali. Questi ultimi, inoltre, potrebbero essere causa di disfunzioni elettrolitiche e di infezioni, che però si presenterebbero a breve termine dall’operazione, complicando ulteriormente il quadro clinisco del paziente.
Nell’esperimento condotto da un gruppo di ricerca coordinato dalla Northwestern University sono state utilizzate cellule staminali del midollo osseo e cellule progenitrici che sono state fatte crescere, con l’ausilio di particolari stimolazioni, al di sopra di impalcature costruite con materiali artificiali che simulano i tessuti della vescica. Si tratta di materiali elastici quali elastomeri di poliestere biodegradabile, che, a quanto dicono gli studiosi, riescono a riprodurre perfettamente le funzionalità del tessuto che devono andare a sostituire temporaneamente.
Il “nuovo tessuto” ottenuto in vitro è stato poi impiantato nella vescica di topo e i risultati sono stati ottimi.
Il maggiore vantaggio, legato a questo tipo di scoperta, è che l’uso delle staminali e di tessuti artificiali dovrebbe eliminare in modo definitivo il problema delle conseguenze a lungo termine date dall’utilizzo del tessuto intestinale.
In realtà dalle cellule staminali sono stati ottenuti anche altri tipi di tessuti come la muscolatura liscia, vasi sanguigni e tessuto nervoso e questo è certamente un grande passo avanti compiuto dalla scienza nella ricerca di soluzioni per malattie che per ora sono ancora considerate dei mali incurabili.
La nuova scoperta è stata pubblicata sulla rivista dell’Accademia Delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) in modo da informare quanti più studiosi e ricercatori possibili del risultato della continua attività di ricerca da parte delle università.

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