Tempo Libero

Basta un poco di zucchero?

Zucchero-tipi

Una dolce questione: lo zucchero e gli usi e abusi di questo indispensabile ingrediente.

Lo zucchero, tecnicamente chiamato saccarosio, rappresenta il dolcificante più diffuso e usato sia nelle preparazioni domestiche che nell’industria alimentare.

Il più comune in Europa è quello derivato dalla barbabietola: come ormai sappiamo il suo colore bianco non deriva dalla “purezza” dell’alimento, quanto più dal procedimento di raffinazione necessario per dare a questa sostanza la consistenza e il colore a noi noti.

L’abuso di zucchero porta a problemi più o meno seri: dalle carie al diabete, davvero non è il caso di esagerare soprattutto quando si tratta di bambini e della loro nota propensione a preferire alimenti dal gusto dolce.

Oltre a ridurre i “cucchiani” dobbiamo anche prestare un’attenzione particolare per quanto riguarda bibite e le preparazioni industriali preconfezionate: sebbene sia obbligatorio per i produttori indicare la quantità di zuccheri presenti, è chiaro che spesso è difficile rendersi bene conto di quanto zucchero sia “nascosto” all’interno dei prodotti.

Se però da un lato è necessario “contenersi” è chiaro che comunque il dolce gusto non vada demonizzato: esistono diverse alternative a questo ingrediente fondamentale, scopriamo insieme quali sono i pro e i contro di ognuna e attenti agli scherzetti nascosti tra i dolcetti!

Zucchero grezzo di canna: il più “banale” tra i sostitutivi. Non passa attraverso lavorazioni particolari e il suo colore bruno  è dovuto alla presenza di “impurità” gli donano il sapore particolare. Per lo zucchero derivato dalla barbabietola questo non sarebbe possibile, in quanto il sapore ne risulterebbe alterato. Chimicamente però la molecola di saccarosio è la stessa: quindi le proprietà nutritive e di conseguenza le calorie, al contrario di quello che comunemente si pensa, sono uguali. Indispensabile per la preparazione di alcuni cocktail (che mojito sarebbe senza i cristalli di zucchero di canna?) si presta bene anche per i dolci, tenendo presente che però l’aroma è leggermente diverso.

Aspartame: un tempo sembrava la panacea a tutti i dilemmi di peso e calcolo delle calorie. Dalle bustine agli spray alle infinite varietà di prodotti light. Si tratta  di un additivo alimentare prodotto in sintesi, che con piccole quantità garantisce senza aumentare le calorie un gusto dolce ma riconoscibile come diverso da quello dello zucchero comune. In seguito a studi scientifici questa sostanza è risultata essere se non proprio pericolosa comunque ambigua e non priva di potenziali rischi per la salute. In ogni caso conviene ridurne al minimo le quantità ed evitare assolutamente di somministrare alimenti con aspartame ai bambini.

Fruttosio: presente in natura nella frutta, è un dolcificante molto diffuso anche grazie alla sua “presenza fisica” simile a quella dello zucchero bianco. Al contrario di quello che il suo nome può suggerire, buona parte di quello che si trova in commercio deriva dal mais. Questo non significa che questo prodotto sia un valido e sano sostituto dello zucchero comune. Il fruttosio infatti permette con piccole quantità un alto potere dolcificante, inoltre il suo indice glicemico risulta molto più basso rispetto allo zucchero bianco. Tuttavia il suo uso come dolcificante è comunque dannoso per i diabetici e l’assunzione senza limitazioni porta a chiunque a soffrire di problemi come obesità e ipertensione.

Stevia: sicuramente è al momento il dolcificante più “alla moda”.  La stevia rebaudiana è una pianta proveniente dal Sud America dove è normale per le popolazioni del luogo coltivare la pianta ed usare le foglie essiccate come dolcificante. La particolarità di questo prodotto è di avere un’altissimo potere dolcificante e di non presentare alcun potere nutrizionale, quindi zero calorie. Al momento la sua diffusione commerciale sta avendo un rapido sviluppo, sia perché gli studi ne stanno confermando la sicurezza alimentare ( ovvero c’è la conferma che con dosi limitate non ci sono rischi per la salute) sia per compensare la sempre più crescente diffidenza dei consumatori nei confronti dell’aspartame. Va comunque considerato che c’è una grande differenza tra l’uso di foglie pure e le preparazioni in commercio distribuite dalle stesse compagnie che prima si erano concentrate solo su additivi chimici, in buona sostanza una compressa a base di stevia presenta comunque tra gli ingredienti additivi e aromi ulteriori.

Miele: ultimo ma non certo perché non apprezzato. Sappiamo benissimo che sia difficile pensare a un cucchiaino di miele nel caffè, tuttavia è ad esempio ottimo per dolcificare le bevande calde e preparare dolci dal gusto inconfondibile. Al suo interno troviamo “glucosio” e “fruttosio” che non solo garantiscono un potere dolcificante maggiore, ma danno anche molta energia “buona” al nostro organismo, oltre ad apportare preziose vitamine ed oligoelementi. L’alternativa meno calorica e vegan al miele? Lo sciroppo d’acero. Questo liquido zuccherino derivato dalla linfa di acero è infatti altrettanto ricco di preziose proprietà nutritive e offre un’aroma particolare a dolci e bevande. Da non confondere con lo sciroppo di mais, di malto ( utile per favorire le lievitazioni) o melassa, molto più economici ma non altrettanto validi sul piano nutrizionale.

 

About the author

Sonia C

Sono una giovane donna che si arrabatta: appassionata di comunicazione, curiosa sempre, con una leggera tendenza alla tuttologia. Al momento me la cavo con la chiacchiera. Sul mio blog Parole Take Away, vendo parole o fumo a seconda dei punti di vista.

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