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2 rari esemplari di Ibis Eremita uccisi da bracconieri in Toscana

Ibis EREMITA
Ibis EREMITA2 rari esemplari di Ibis Eremita uccisi da bracconieri in Toscana: Cattive notizie per gli amanti della natura: nonostante le cure ricevute presso il Centro di Recupero Fauna Selvatica della Forestale, nella mattinata di giovedì 18 ottobre è morto anche il secondo esemplare di Ibis eremita ferito da un bracconiere nel livornese il 13 ottobre scorso. Si trattava di un giovane esemplare che già da qualche anno seguiva Goja, la femmina che guidava lo stormo e prima tra i due a venire abbattuta, nell’annuale migrazione dall’Austria alla laguna di Orbetello per passare l’inverno.
I due animali sono stati abbattuti illegalmente da un uomo prontamente identificato e denunciato alle autorità competenti dal Corpo Forestale dello Stato. Il cacciatore ha già ammesso le sue responsabilità e si è giustificato affermando di aver involontariamente colpito i due uccelli durante una battuta di caccia ai colombi.
L’episodio rappresenta un fatto gravissimo per questa specie; l’Ibis eremita (nome scientifico “Gerenticus eremita”) è infatti un animale in “pericolo critico” di estinzione, dal momento che ne rimangono poco più di 500 esemplari allo stato selvatico, perlopiù stanziati in Marocco, Siria e Turchia. Un tempo diffuso anche in Europa, l’Ibis eremita è scomparso ormai da tempo dal nostro continente. Negli ultimi anni si è tentato un reinserimento attraverso l’allevamento in cattività, a seguito del quale sono state create colonie semiselvatiche come quella di cui facevano parte i due esemplari abbattuti. Il loro stormo faceva infatti parte di un progetto internazionale tra Austria ed Italia denominato ”Waldrappteam’ ed era stato “addestrato” nei primi anni 2000 a migrare nel nostro Paese nei mesi più freddi, viaggio che negli ultimi anni compiva in piena autonomia proprio grazie alla guida di Goja. Sono stati i ricercatori austriaci a segnalare l’avvenuto abbattimento, grazie alle apparecchiature GPS utilizzate per tracciare gli animali. Accortisi del fatto che i due esemplari non stavano proseguendo il viaggio come previsto e risultavano non in volo, hanno immediatamente avvertito le autorità italiane. Gli stessi segnali GPS hanno consentito alla Polizia Provinciale di Livorno ed ai Forestali di ritrovare il corpo di Goja ed il secondo ibis, ancora in vita ma ferito al momento del ritrovamento e purtroppo ora deceduto. L’analisi del percorso seguito dallo stormo ha poi permesso di individuare l’area da cui erano partiti i proiettili ed il capanno di caccia di cui l’uomo accusato dell’abbattimento era assiduo frequentatore.
Un ottimo lavoro di squadra ha quindi reso possibile l’immediata identificazione del colpevole; resta una ben magra consolazione, comunque, per coloro che quotidianamente si adoperano per salvare dall’estinzione questi maestosi volatili, adorati già dagli Antichi Egizi come animali sacri ed ora esposti al concreto rischio di scomparire.

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